LA ZIA

Qualche settimana fa vi ho raccontato il mio rapporto speciale con il signor Cavallo, primo articolo con cui ho fatto il mio esordio con il sito web. In questo articolo vi racconterò invece come ho conosciuto la zia, una simpatica e allegra signora di campagna. Il 25 febbraio del 2018, poco più di tre anni fa, sono arrivato a Xi'an, la città in cui mi trovo anche adesso. Accompagnato da due ragazzi cinesi che mi stavano portando in giro ad esplorare la città, per la prima volta varcai la soglia della sua locanda situata all’interno del “villaggio” Bali 八里村. Forse non sarà stata la locanda migliore del distretto, sicuramente non brillava in quanto a pulizia, ma l'amore verso la sua pasta fu un amore a prima forchettata...anzi, bacchettata! Se non erro fui il suo primo cliente straniero, il primo laowai 老外 ad aver mangiato da lei. I primi giorni in città non sapevo bene cosa ordinare, vagavo senza meta per le strade in cerca di qualcosa che mi ispirasse, tutto era nuovo, diverso, forse non avevo nemmeno il coraggio di entrare da solo in un ristorante e ordinare da mangiare. La seconda sera dopo aver camminato a vuoto per oltre mezz'ora, tornai nuovamente nel suo ristorante in cerca di un porto sicuro dove cercare riparo. La zia non si aspettava che sarei tornato, lo lessi nel suo sguardo stupito. La sua locanda distava oltre venti minuti dal dormitorio in cui alloggiavo, forse anche di più, eppure quella per me era diventata la strada della parrocchia. Mentre il resto degli studenti al massimo si fermava nella via di fronte all’uscita dell’università, io dovevo a tutti i costi andare a trovarla. Devo ammettere che la sua pasta era veramente gustosa, ordinavo quasi sempre Hele饸饹o Cuocuo搓搓,due formati di pasta tradizionali di questa provincia. A volte mi faceva anche piatti fuori menù: “La faccio solo per te, perchè sei un cliente speciale”, così mi disse una volta. Era proprio vero, quella pasta la faceva unicamente per me, bastava che le mandassi un messaggio su Wechat almeno un'oretta prima, questo era il nostro accordo. Quando arrivavo i miei Biangbiang面 (nome della pasta a mano fuori menù, piatto tipico della provincia) erano già pronti per essere cotti. Appena arrivavo mi versavo la zuppa, mi servivo le verdurine, facevo tutto da solo, come se fossi io il proprietario. Lei e il marito si sedevano al mio fianco e mi osservavano mentre mangiavo.


Quando ero raffreddato mi mandava addirittura dei messaggi per sapere se il raffreddore fosse passato. Un giorno, mentre stavo risucchiando gli spaghetti che aveva preparato, prese un foglio chiedendomi di insegnarle a dire "pasta" in italiano e poi ”io mangio la pasta”.

Anche lo zio si fermava spesso a parlare con me, a lui però non interessava granché dell’italiano, lo zio preferiva discutere di politica, soprattutto di Berlusconi oppure di qualche politico cinese. La zia a volte mi faceva vedere le foto dei suoi nipotini, una volta mi mostrò anche le sue foto di gioventù e alcuni scatti assieme allo zio. Da giovane portava due belle trecce che arrivavano quasi alla vita, una bella, pura e ingenua ragazza di campagna, sempre con il sorriso stampato sulle labbra. Nell’arco di un anno non so nemmeno quante volte abbia mangiato quella pasta, non mi veniva mai annoia. Ero sempre l’unico straniero del locale, perciò non passavo proprio del tutto inosservato. Quando i clienti incuriositi le chiedevano chi fossi lei rispondeva sempre: “Il mio cliente italiano”. Quell’anno non vi dico quanto sono ingrassato, pasta a pranzo, pasta a cena, e che porzioni! Non lasciavo mai nulla e questo la rendeva orgogliosa. Due anni fa quando sono tornato in Italia per le vacanze ci siamo salutati e, sfortunatamente, non ci siamo più rivisti. Al mio ritorno non li ho più trovati, avevano già passato la staffetta ai loro figli, gli zii invece erano tornati nella loro casa di campagna per badare al nuovo nato, un nuovo nipotino da allevare. Devo essere sincero, da quando il locale è passato in gestione ai loro figli sono tornato solamente una volta, e non perchè la pasta non sia più all'altezza, anzi è rimasta la stessa. Il motivo è che non ho più trovato quell’ambiente che mi faceva sentire coccolato e dove mi sentivo veramente a mio agio. Un mesetto fa le ho mandato un messaggio, mi ha risposto con un video... ha aperto un nuovo locale e sulla parete ha attaccato la mia foto!



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